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Il paradosso Havaianas: famosa tra le persone, invisibile per le AI

Silvana Rea
Digital PR & AI Content Strategist
10 Agosto 2026

Se chiediamo a chiunque di nominare un paio di infradito, la risposta sarà quasi sempre Havaianas: estate, Brasile, spensieratezza, è uno di quei brand che si riconoscono al primo colpo e che tra le persone non hanno rivali. I modelli generativi però la vedono diversamente, perché quando qualcuno chiede a ChatGPT o a Gemini un consiglio d’acquisto Havaianas si ferma ad un punteggio di 30 su 100 di AI Visibility, dietro a Crocs e Birkenstock.

È uno scarto che merita attenzione ben oltre il mercato delle infradito, perché dimostra che un brand può essere tra i più noti al mondo e restare comunque marginale nel momento esatto in cui una persona chiede un consiglio a una macchina. Per capire da dove nasce questa distanza abbiamo passato Havaianas ai raggi X con i tool della sezione SEO for AI di SEOZoom, osservando come i modelli generativi lo conoscono, come lo valutano e quando lo citano davvero.

Le AI la conoscono benissimo, ma non la scelgono

Partiamo dai numeri, perché qui contano più di qualsiasi impressione ed è su misurazioni che si basa tutta l’analisi. Il primo è il punteggio AEO medio, l’indice con cui l’AEO Audit di SEOZoom valuta quanto bene un brand viene rappresentato nelle risposte AI nel momento in cui compare, calcolato su ChatGPT, Perplexity e Gemini. Havaianas prende un discreto 75 su 100, il che significa che i modelli la conoscono, ne colgono l’identità estiva e ne parlano con affetto.

Il quadro cambia quando si passa all’AI Visibility, che non misura quanto sei buono quando compari ma quanto compari davvero: su quali domande, in che posizione e con quale frequenza. Qui il punteggio precipita a 30 su 100, in fascia bassa, con una posizione media di 4 e una presenza nel 24% dei prompt analizzati.

Il terzo dato arriva dall’analisi competitiva di AI Competitor e chiude il cerchio, perché misura una cosa ancora diversa, cioè quanta parte della conversazione occupa Havaianas rispetto ai concorrenti: il suo share of voice si ferma al 25%, contro il 30% di Crocs e il 30% di Birkenstock, con Ipanema al 15%.

Letti insieme, i tre indicatori raccontano una sola cosa: le AI conoscono Havaianas e ne parlano bene, ma non la eleggono a fonte quando devono consigliare qualcosa a qualcuno.

Non conta quanto sei famoso, conta quanto sei leggibile

Qui arriva la parte che conta di più di tutta l’analisi fatta, perché la regola che spiega il caso Havaianas vale per qualsiasi brand. Un motore generativo non restituisce dieci link tra cui scegliere: costruisce una risposta e decide quali nomi metterci dentro, e quella scelta non si basa sulla fama né sulla storia del marchio, ma su quanto un brand risulta leggibile, cioè chiaro, coerente, strutturato e citabile dentro le fonti che il modello consulta.

È un ribaltamento che spiazza, perché nel mondo delle persone Havaianas vince proprio grazie alla notorietà, mentre nel mondo delle risposte AI perde per una ragione che con la notorietà non ha nulla a che vedere.

Lo si vede bene in un dettaglio dell’analisi: i competitor che le compaiono accanto nelle risposte AI non sono Crocs o Birkenstock, ma my-personaltrainer.it, cisalfasport.it, amazon.it e zalando.it, cioè siti di contenuto e marketplace che forniscono fatti densi e facilmente estraibili. La concorrenza, in quel momento, non è chi ha il brand più forte ma chi fornisce l’informazione più leggibile.

A questo si aggiunge un problema di coerenza. Quando si chiede ai tre motori che tipo di brand sia Havaianas, ognuno ricostruisce un’identità diversa: ChatGPT vede un tradizionalista, Perplexity un caregiver, Gemini un innocente. Crocs invece viene ricostruita sempre allo stesso modo, perché dichiara gli stessi valori con le stesse parole ovunque. Se ogni fonte dice una cosa diversa di te, ogni modello finisce per indovinare.

Cambia la domanda, e il brand sparisce

All’interno dell’analisi AI Visibility c’è un confronto che vale più di qualsiasi grafico: lo strumento misura, prompt per prompt, in che posizione Havaianas compare tra le fonti e le menzioni che il motore usa per costruire la risposta, e non si tratta della posizione nella SERP classica. La scheda più eloquente è quella dell’AI Mode di Google, dove le fonti citate sono ordinate e quel posto è esplicito. Alla domanda “quanto costano le Havaianas?” il brand è al primo posto, mentre alla domanda “quali sono le infradito più resistenti?” scivola al diciottesimo.

La prima però è la parte facile: contiene già il nome, quindi il modello ha poco da decidere, e chi la formula ha in testa Havaianas prima ancora di aprire la chat. La seconda è la domanda di chi sta ancora scegliendo, non ha un marchio in mente e chiede all’intelligenza artificiale di suggerirglielo. È lì, in cima al funnel, che si conquistano i clienti nuovi, ed è lì che Havaianas arriva diciottesima. C’è un dettaglio che rende il caso ancora più significativo: la resistenza è anche il punto su cui il brand raccoglie le critiche più frequenti nelle recensioni. La domanda che potrebbe portargli clienti nuovi è la stessa su cui è più esposto.

Perché tutto questo riguarda il tuo brand

Il caso resta interessante finché è il caso di qualcun altro. Diventa scomodo nel momento in cui rifai le stesse domande sul tuo settore, perché Havaianas ha una notorietà che il tuo brand probabilmente non ha e, nelle risposte AI, quella notorietà non le sta bastando. La domanda quindi non è cosa stia sbagliando Havaianas, ma quanto è leggibile il tuo brand per gli stessi modelli.

Ed è una notizia migliore di quanto sembri, soprattutto se non sei un colosso. Nelle risposte generative la notorietà pesa molto meno di quanto si pensi, perché i fattori che decidono davvero, dai dati strutturati alla coerenza dell’identità, dai numeri verificabili alla freschezza delle informazioni, non si comprano con il budget pubblicitario ma si costruiscono con il lavoro.

Lo dimostra un altro brand della stessa analisi: Ipanema ha un’autorità inferiore a quella di Havaianas, ma vince il territorio della sostenibilità semplicemente perché la comunica in cifre, dal 30% di materiali riciclati al 99% dei rifiuti di fabbrica riutilizzati. Il che significa che un brand piccolo, ordinato e leggibile può superare un concorrente molto più noto proprio dentro le risposte che orientano gli acquisti. La fama, in questo scenario, non è più una barriera all’ingresso.

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Le azioni per farsi scegliere dalle AI

L’analisi non si ferma alla diagnosi, ma indica dove intervenire. E sono le stesse azioni, che tu sia Havaianas o un brand che parte oggi.

  1. Struttura i dati che l’AI deve leggere: è l’azione più economica che esista. Il punteggio dei contenuti leggibili dai modelli si ferma a 70 per Havaianas mentre Birkenstock arriva a 95, perché usa in modo più sistematico Schema.org e JSON-LD. Marcare prodotti, recensioni, FAQ e dati aziendali con i dati strutturati è un investimento tecnico una tantum, con un ritorno sproporzionato rispetto al costo, e un brand piccolo può implementarli al 100% meglio di quanto abbia fatto un gigante.
  2. Trasforma ogni claim in un numero: Havaianas ha un programma di riciclo, ma non lo racconta in cifre, e questo basta a farle perdere il territorio della sostenibilità contro chi invece lo quantifica. Dichiarare che ci si tiene all’ambiente non produce alcun effetto, perché non è un’informazione che un modello possa recuperare e citare: una percentuale sì.
  3. Scrivi i contenuti in forma di domanda: le pagine che portano Havaianas in prima posizione sono letteralmente delle domande come “se le Havaianas siano comode”, “come capire se sono originali”. È la prova che una FAQ ben strutturata è ciò che entra nelle risposte AI, e il modello di successo esiste già in casa: va solo esteso alle domande di categoria dove oggi il brand è assente.
  4. Presidia le fonti, non la pubblicità: ogni motore attinge a un mix di fonti diverso, ed è per questo che lo stesso brand può essere raccontato in modo diverso a seconda di chi glielo chiede. Nell’analisi si vede con chiarezza: Perplexity costruisce la risposta su testate autorevoli come Corriere e Zalando e Havaianas ne esce bene, Gemini dà più peso alle recensioni grezze di Trustpilot e il giudizio peggiora, mentre ChatGPT si colloca nel mezzo con un mix bilanciato tra e-commerce ed editoriale. Stesse informazioni di partenza, fonti diverse, esito diverso. Ed è la ragione per cui la reputazione dentro le AI non si governa con l’advertising, che i modelli non leggono, ma là dove nascono recensioni, discussioni e citazioni.

Come leggiamo la visibilità AI di un brand

Se avessimo guardato solo il 75 su 100 della qualità della presenza avremmo concluso che Havaianas va benissimo dentro le AI. Sono gli altri numeri a smentirlo, dal 30 di visibilità al 25% di share of voice, ed è il loro incrocio a far emergere il problema. Per questo non leggiamo mai una metrica AI da sola. Questa analisi nasce dalla sovrapposizione di quattro audit indipendenti: il GEO Audit verifica se le AI hanno capito chi è il brand, l’AEO Audit misura come viene rappresentato motore per motore, l’AI Competitor spiega contro chi compete e perché i modelli preferiscono altri, l’AI Visibility fotografa dove compare davvero, query per query. Presi singolarmente raccontano storie diverse, e ognuna di esse porterebbe a decisioni sbagliate.

È il Metodo CUBE applicato allo spazio generativo: audit GEO e AEO, misura dello Share of Model, lettura delle fonti che alimentano ogni motore. È da questa sovrapposizione che nasce la priorità di intervento, cioè l’unica cosa che serve davvero a chi deve decidere dove investire per primo.

La domanda che chiude tutto

Nelle risposte generative non vince il brand più famoso, ma quello che risulta più chiaro, più coerente, più strutturato e più verificabile del proprio settore. Havaianas ha un capitale che pochi possiedono, un’identità emotiva fortissima, e un deficit che si può colmare: dati poco strutturati, territori funzionali scoperti, reputazione da presidiare alla fonte. Non è un problema di prodotto né di notorietà, ma di leggibilità, coerenza e freschezza per i modelli. E se questo vale per un marchio conosciuto ovunque, vale a maggior ragione per chi quella notorietà non ce l’ha.

La differenza è che il tuo brand può muoversi prima, perché le azioni che servono a un colosso per recuperare terreno sono le stesse che a chi parte ordinato e disciplinato servono per conquistarlo. Sono strategie tecniche ed editoriali, non mediatiche, e questo le rende alla portata di chi decide di affrontarli.

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